Inno: "Diecimila angeli"

TITOLO INGLESE: "TEN THOUSAND ANGELS"

STORIA DELLA NASCITA DELL'INNO E VIDEO IN INGLESE

Raramente uno scrittore di inni è stato condotto a Cristo da una sua stessa composizione, ma  è avvenuto proprio così nel caso di Ray Overholt. Dio lo tirò letteralmente fuori dalle tenebre e dalla confusione dei locali notturni e lo guidò sotto la Sua amorevole cura, utilizzando in modo insolito proprio un inno da lui stesso scritto. 
Ray Overholt  era nato a Middlevale, Ohio, nel 1924. Appariva destinato alla carriera musicale già ad undici anni quando suo padre gli regalò la sua prima chitarra. Raggiunse un certo successo con un suo personale programma televisivo. 
Nel 1958, al culmine della sua carriera nel mondo dello spettacolo, Ray Overholt scrisse il suo ormai famoso inno, Diecimila Angeli. 
Ecco come lui stesso racconta cosa avvenne:
“Terminato il mio spettacolo televisivo “L’album di Ray”, cominciai la mia solita serata in discoteca.   Avevo già bevuto abbastanza pesantemente. Cominciai a pensare che ci doveva essere una vita migliore della discoteca e del vorticoso mondo dello spettacolo. Ero così intento nel voler cambiare il mio stile di vita che, tornato a casa, dissi a mia moglie che avrei smesso di fumare, di bere e di imprecare. Volevo ripulire la mia vita”. 
“Un giorno pensai: finora ho scritto canzoni profane, adesso mi piacerebbe scrivere una canzone su Cristo. Aprii la Bibbia, che conoscevo molto poco, e cominciai a leggere la porzione della Scrittura che descrive Gesù nel giardino del Getsemani che dice a Pietro di mettere via la spada. Lessi dove Gesù dice a Pietro che Egli avrebbe potuto chiedere al Padre Suo il quale avrebbe mandato dodici legioni di angeli. Non sapevo allora che sarebbero stati più di 72.000 angeli”. 
“Pensai che un buon titolo per un tale inno potrebbe essere stato “Diecimila Angeli”. Io non sapevo cosa era successo durante la vita di Cristo, così iniziai a fare una piccola ricerca. Più leggevo di Gesù, più restavo ammirato per quello che aveva fatto. Riflettei poi che aveva fatto tutto questo per me”. 
“Stavo suonando in un night club a Battle Creek, Michigan, quando il Signore mi convinse a scrivere un inno. Scrissi la prima strofa e la misi nella custodia della mia chitarra. Poi informai il club del mio proposito di smettere. Come aprii la custodia della chitarra per mettere via il mio strumento, uno degli altri musicisti vedendo la musica scritta  chiese: 'Cosa è quella?' Gli dissi che stavo scrivendo una canzone su Gesù. Egli mi chiese il titolo ed io glielo riferii. Allora mi disse: 'Non funzionerà mai!' Chiesi perché, ed egli mi rispose: 'non mi piace nemmeno il titolo’. Ma finii di comporre e mandai l’inno ad una casa editrice, che, sebbene a malincuore, accettò di pubblicarlo”.
“Qualche tempo dopo mi trovai a cantare in una piccola chiesa. Stavo cantando “Avrebbe potuto chiamare Diecimila Angeli”. Terminato il mio canto, il predicatore portò un messaggio che colpì il mio cuore. Sapevo che avevo bisogno di Cristo, così mi inginocchiai proprio lì ed accettai come mio Salvatore Colui del quale stavo cantando e scrivendo”.
Ray Overholt divenne un cantante e predicatore itinerante. Egli scrisse una serie di altri inni, ma nessuno così commovente come ‘Diecimila Angeli’.

 

ECCO IL TESTO NELLA VERSIONE ORIGINALE DELL'INNO DI OVERHOLT

 

VIDEO DELL'INNO IN ITALIANO (a breve)

 

Diecimila Angeli

Legarono le mani di Gesù
Nel giardino dove aveva pregato
Lo condussero nella vergogna
Attraverso le strade
Sputarono sul Salvatore
Così puro e senza  peccato
Dicevano: “Crocifiggilo: egli è colpevole”

Coro:
Egli avrebbe potuto chiamare diecimila angeli
Per distruggere il mondo e  renderlo libero
Egli avrebbe potuto chiamare diecimila angeli
Ma morì da solo, per te e per me

Sul suo capo prezioso
posero una corona di spine
Ridevano e dicevano: “Ecco il re”
Lo colpirono maledicendo
e deridendo il suo santo nome
Proprio da solo soffrì ogni cosa

Quando lo inchiodarono alla croce,
sua madre era nelle vicinanze,
Egli disse: “Donna, ecco tuo figlio!”
Gridò: “Ho sete”,
ma nessuno gli diede da bere
Poi fu compiuta
la peccaminosa opera dell'uomo

Si consegnò alla folla urlante:
lo fece non per gridare misericordia
Accettò da solo la croce della vergogna
E quando  gridò, “È compiuto”,
diede se stesso a morire
Il meraviglioso piano di salvezza
divenne realtà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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