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Beato chi è perdonato Salmo 32:1
"Beato colui la cui trasgressione e rimessa e il cui peccato è coperto!”


Nessun uomo può pensare di essere beato, felice, senza prima chiedere e ricevere da Dio il perdono di tutti i suoi peccati! Questo vale anche per i credenti. Nessuno può pensare di ricevere favori da Dio o di prosperare nelle sue vie, se prima il peccato non è rimesso, coperto.
“Ecco, la mano del Signore non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire; ma le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere la faccia da voi, per non darvi più ascolto” (Isaia 59:1,2). Se il muro di separazione non viene abbattuto, non possiamo godere della presenza di Dio e dei suoi benefici!

1. Noi non possiamo coprire il peccato!
Qualsiasi tentativo di nascondere il nostro peccato e destinato al fallimento e le conseguenze sono disastrose: “Chi copre le sue trasgressioni non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia” (Proverbi 28:13); “sappiate che il vostro peccato vi ritroverà” (Numeri 32:23).
I peccati che noi reprimiamo e nascondiamo, non vengono tolti, ma rimangono nel nostro cuore, e possono provocare conseguenze devastanti.

2. Gesù “copre” i nostri peccati
L’uomo non può liberarsi da sé del proprio peccato! Allora, qualcuno doveva accettare di prendere su di sé la sua pena.
Il termine “coperto”, usato nel nostro salmo ci parla dell’espiazione, termine che significa “coprire”, “copertura” (Cfr. Genesi 6:14). Nell’Antico Testamento, l’espiazione era compiuta tramite le offerte sacrificali (Levitico 1-7): l’olocausto, le oblazioni, il sacrificio di azioni di grazie, il sacrificio per il peccato, il sacrificio di riparazione. Essa copriva, nascondeva il peccato in attesa del sacrificio perfetto ed unico che lo togliesse completamente (Isaia 53).
Nel Nuovo Testamento, il termine corrisponde significa letteralmente “rendersi grazioso a favore di qualcuno”, significato abbastanza illuminante in riferimento a quello che Cristo ha fatto davanti a Dio per i credenti. Gesù Cristo, dunque, compie l’espiazione vera, piena e definitiva, con le sue sofferenze e la sua morte. “Laonde egli doveva esser fatto in ogni cosa simile ai suoi fratelli, affinché diventasse un misericordioso e fedel sommo sacerdote nelle cose appartenenti a Dio, per compiere l’espiazione dei peccati del popolo” (Ebrei 2:17).

Gesù è contemporaneamente Sacerdote, Sacrificio e Redentore.
In Ebrei 10:1-18 notiamo il significato ma anche l’insufficienza dei sacrifici veterotestamentari, per arrivare poi all’ “unico sacrificio” e offerto “per sempre” (Romani 3:25,26; 1 Giovanni 2:2).

L’espiazione quindi “copre” nell’A. T., in vista del sacrificio perfetto di Cristo che “toglie” il peccato (Giovanni 1:29).

Conclusione
La benedizione che si riceve, con il perdono dei peccati è grande: significa diventare figli di Dio, godere della comunione con il Padre celeste, diventare partecipi di ogni benedizione spirituale ed eredi del cielo.
Confessiamo i nostri peccati, abbandoniamoli, Dio ci farà misericordia!
Zaccaria profetizzò: “Benedetto sia il Signore, il Dio d’Israele, perché ha visitato e riscattato il suo popolo, e ci ha suscitato un potente Salvatore nella casa di Davide suo servo, come aveva promesso da tempo per bocca dei suoi profeti; uno che ci salverà dai nostri nemici e dalle mani di tutti quelli che ci odiano. Egli usa così misericordia verso i nostri padri e si ricorda del suo santo patto, del giuramento che fece ad Abraamo nostro padre, di concederci che, liberati dalla mano dei nostri nemici, lo serviamo senza paura, in santità e giustizia, alla sua presenza, tutti i giorni della nostra vita. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo, perché andrai davanti al Signore per preparare le sue vie, per dare al suo popolo conoscenza della salvezza mediante il perdono dei loro peccati, grazie ai sentimenti di misericordia del nostro Dio; per i quali l’Aurora dall’alto ci visiterà per risplendere su quelli che giacciono in tenebre e in ombra di morte, per guidare i nostri passi verso la via della pace” (Luca 1:68-79).

V.M.

 
 
         
 

ADI Napoli - Fuorigrotta

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