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Gesù non lascia l'opera incompiuta Giovanni 9:35-38
"Gesù udì che l'avean cacciato fuori; e trovatolo gli disse: Credi tu nel Figliuol di Dio?" (v.35).

La storia della guarigione del cieco nato è gloriosa, ma la lezione che ci è data alla fine dell’accaduto in quest’incontro, è tanto preziosa per le anime nostre!
Dio non ha finito il lavoro nella nostra vita!

1. L’opera di Dio è iniziata nella sua vita!
Nel cieco l’opera di Dio era evidente: “una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo” (v.25). Nel suo corpo c’è l’impronta chiara del Creatore che li ha ridato la vista. Gesù mostra di essere mandato da Dio: “Se quest’uomo non fosse da Dio, non potrebbe far nulla” (v.33).

2. Egli non ha compreso del tutto la portata dell’evento
Interrogato dai Farisei, il cieco non è in grado di rendere efficace testimonianza del Salvatore: “Essi gli dissero: Dov’è costui? Egli rispose: Non so” (v.12); “Essi dunque dissero di nuovo al cieco: E tu, che dici di lui, dell’averti aperto gli occhi? Egli rispose: È un profeta” (v.17).
Non sa neanche rispondere alle domande di Gesù: “Gesù udì che lo avevano cacciato fuori; e, trovatolo, gli disse: “Credi nel Figlio dell’uomo?” Quegli rispose: “Chi è, Signore, perché io creda in lui?” (vv.35,36).
Egli aveva realizzato un’esperienza miracolosa, sovrannaturale, ma ancora non aveva compreso appieno. “Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia: ora conosco in parte; ma allora conoscerò appieno, come anche sono stato appieno conosciuto” (1 Corinzi 13:12).

3. Gesù finisce il lavoro iniziato
I piani del Signore sono ben definiti, allora Gesù lo raggiunge per portare avanti il lavoro iniziato.
a. Il cieco ha bisogno di avere ancora informazioni sulla fede
b. Egli ha bisogno di conoscere in modo più profondo chi è il Suo guaritore. Gesù vuole che Lo conosciamo di Persona e non solo per quello che fa
c. Egli deve imparare a credere veramente e profondamente per adorare e servire il Signore! “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è ne’ cieli” (Matteo 7:21).

Conclusione
Gloria a Dio per le belle esperienze spirituali di ogni giorno: “le sue compassioni non sono esaurite, si rinnovano ogni mattina” (Lamentazioni 3:22,23), e per come il Signore risponde ai nostri bisogni, ma non rischiamo, dopo averlo incontrato, di tornare alla nostra vita di tutti i giorni senza approfondire la nostra esperienza con Gesù: “Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in Lui; radicati, edificati in lui e rafforzati dalla fede, come vi è stata insegnata, abbondate nel ringraziamento” (Col.2:6,7).
Approfondiamo le nostre esperienze, perché abbiano un seguito!
Sia ringraziato il Signore che non ci lascia e non ci abbandona, ma è determinato a non lasciare nulla a metà dell’opera: Egli è “Colui che porta a compimento ogni cosa in tutti” (Efesini 1:23). Possiamo andare avanti, “avendo fiducia in questo: che Colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù” (Filippesi 1:6).

 
 
         
 

ADI Napoli - Fuorigrotta

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