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Ripieni di Spirito Santo - Efesini 5:1-21
“E non v'inebriate di vino; esso porta alla dissolutezza; ma siate ripieni dello Spirito” (v.18).

In una società che attraversa momenti di grande perplessità e di gravi insidie ad ogni livello, mentre le tenebre aumentano sempre più, noi credenti che siamo “la luce del mondo” (Cfr. Matteo 5:14), dobbiamo risplendere ancora di più!
Solo ripieni dello Spirito Santo, possiamo resistere alle infiltrazioni del male e alla corruzione delle false dottrine che possono indebolire la testimonianza cristiana, e possiamo continuare ad annunciare l’evangelo nella Sua potenza, con zelo ed entusiasmo! 
Fu comandato di essere ripieni dello Spirito Santo alla Chiesa di Efeso, una delle più spirituali del tempo. Se ne aveva bisogno la Chiesa di Efeso, quanto più ne abbiamo bisogno noi oggi.

1. Perché abbiamo bisogno di questa potenza?
La Chiesa del Signore, nei nostri giorni, vive duri attacchi dal mondo che si è ormai così secolarizzato, e dalla religiosità che rischia di sostituire le esperienze genuine, profonde e bibliche che il credente fa col Suo Signore.
Oggi, il mondo “post-cristiano”, ha cambiato profondamente il sistema dei valori, ed è, sempre più, un mondo materialista dove si pensa soltanto al profitto ed al piacere, ed emergono manifestazioni di prepotenza e prevaricazione. Tutto ciò, purtroppo, influenza e condiziona negativamente la vita dei credenti. 
Ecco che, di conseguenza, l’opera di rigenerazione viene sostituita spesso da atteggiamenti di facciata, la santità, richiesta da Dio, è spesso solo simulata e l’effusione e la pienezza dello Spirito Santo sono sostituite da emotività. 
In tanti “credenti” manca il “cambiamento”, non si vede la “nuova creatura” (2 Corinzi 5:17) che si va “rinnovando in conoscenza ad immagine di Colui che l’ha creato” (Colossesi 3:10), non ci si “sveste” del vecchia natura (Cfr. Efesini 4:22; Colossesi 3:10).
Dio ci ha riscattati dal vano modo di vivere (v.3).
a. Il popolo di Dio deve essere un popolo vittorioso sul peccato. La “forza del peccato”, “che così facilmente ci avvolge” (Ebrei 12:1), può essere ostacolata e vinta solo con la potenza e la pienezza dello Spirito Santo: “Colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo” (1 Giovanni 4:4); “Camminate per lo Spirito e non adempirete i desideri della carne” (Galati 5:16). 
b. Dio vuole un popolo santo! Il peccato ci allontana da Dio: “son le vostre iniquità quelle che han posto una barriera fra voi e il vostro Dio; sono i vostri peccati quelli che han fatto sì ch’egli nasconda la sua faccia da voi, per non darvi più ascolto” (Isaia 59:2). Chi potrà liberarci dai legami, dai condizionamenti del peccato, per vivere e camminare in santità? “Sappiamo infatti che la legge è spirituale; ma io sono carnale, venduto schiavo al peccato. Poiché, ciò che faccio, io non lo capisco: infatti non faccio quello che voglio, ma faccio quello che odio… Infatti il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio… Infatti io mi compiaccio della legge di Dio, secondo l’uomo interiore, ma vedo un’altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” (Romani 7:14-24). Vivendo nella pienezza dello Spirito Santo, noi compiremo ogni nostra azione secondo la volontà divina.
c. Dio vuole un popolo che lo serve. Vivere la “vita dello Spirito”, ci fa essere “veri testimoni”. Allora, non solo riceveremo la forza per testimoniare per Cristo: “voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi…”, ma di testimoniare come Cristo stesso vuole: “… e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra” (Atti 1:8).

Non vogliamo, magari avendo dei talenti naturali, dimenticare che la Bibbia sottolinea: “non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio, dice l’Eterno” (Zaccaria 4:6).

2. Come ricevere questa pienezza
Solo quando avremo, col Suo aiuto, eliminato ogni ostacolo e ci saremo consacrati completamente al Signore e al Suo servizio, lo Spirito Santo riempirà i nostri cuori. Dio non può riempire un cuore disobbediente. Dobbiamo quindi tener conto che per far posto all’opera dello Spirito Santo, è necessario:
a. confessando i nostri peccati e abbandonando il peccato. Dio vuole che noi siamo sinceri, onesti con noi stessi e con Lui. Non che Egli non ci conosca e non sappia i nostri peccati, ma vuole che dinanzi a Lui in tutta umiltà riconosciamo il nostro stato peccaminoso e la necessità di essere perdonati e liberati: “Chi copre le sue trasgressioni non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia” (Proverbi 28:13). Solo allora saremo perdonati e abilitati al servizio!
Oggi, molti credenti, piangono pure quando cadono in qualche infedeltà, ma non si ravvedono. Dio vuole liberarci completamente dall’attrazione che il peccato esercita. Alcuni credenti hanno il desiderio di evitare certi peccati, ma non sono determinati a realizzare una liberazione completa. 
Nemmeno il sangue di Cristo può purificare i “farisei” di oggi, se questi non lo vogliono. Signore liberaci dalla superbia, affinchè ci accostiamo a Te col cuore contrito e “otteniamo misericordia e troviamo grazia per essere soccorsi al momento opportuno” (Ebrei 4:16). 
b. arrendendoci a Dio senza condizioni. Non è sufficiente dire: “Alleluia” e “gloria a Gesù”, bisogna fare seriamente la volontà di Dio (Matteo 7:21). Dobbiamo deporre interamente la nostra vita “sull’altare”, appartenergli interamente, spirito, anima e corpo. Non vogliamo porre condizioni a Dio e combatter continuamente nello scegliere tra la nostra e la sua volontà, e vivere così, tante difficoltà nel fare ciò che Lui ci chiede. Vogliamo poter dire, ripieni dello Spirito Santo: “non la mia volontà, ma la tua sia fatta” (Luca 22:42); “cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato” (Giovanni 5:30).

3. Cosa manifesta il credente ripieno di Spirito Santo
Il credente ripieno dello Spirito Santo, è un credente: 
a. che vive una vita pura (5:3-5). Dio non fa il Santo, non si “atteggia”, Egli è Santo. C’è perfetta coerenza perciò tra quello che Egli è e ciò che Egli fa, così dovrebbero essere tutti i credenti (Cfr. 1 Pietro 1:15,16). Se l’albero è buono, sarà buono anche il suo frutto! (Cfr. Matteo 12:33).
b. che vive una vita savia, diligente, non si fa sedurre, è fedele (5:6-17). L’essere sedotti (v.6), compagni (v.7), poi ancora partecipare “alle opere infruttuose delle tenebre” (v.11), sono tutte espressioni che trasmettono l’idea dell’infedeltà, dello sviamento. Il credente è fedele, perché Dio è fedele. Allora egli sarà come una roccia, non sarà mai smosso, rimarra fermo: fedele fino alla morte (Apocalisse 2:10), fedele nel servizio (1 Corinzi 4:2). Il credente è credibile, quando si dimostra fedele (cfr. Luca 19:17).
c. che si fa riempire di luce ed è così pienamente coinvolto (5:8,14; 2 Corinzi 4:6). Lo Spirito Santo, ci è stato donato con il compito di mettere in luce le cose nascoste: “Dio le ha rivelate a noi per mezzo dello Spirito” (1 Corinzi 2:10); “ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire” (Giovanni 16:13) e di glorificare in noi il Signore Gesù, di renderlo il compimento della nostra fede, affinchè potessimo “camminare nella luce”, cioè farci comportare “in modo degno” e compatibile di Colui che è luce, moralmente e spiritualmente.
d. che sa usare in modo giusto il tempo (5:16): “Ricuperando il tempo perché i giorni sono malvagi”. Non è importante la quantità di tempo che “dedichiamo al Signore”, ma come usiamo il nostro tempo per Lui. “I giorni sono malvagi”: si usa male il tempo e le opportunità. Siamo chiamati a servire il Signore, non spegniamo il desiderio di conquistare i perduti... L’alternativa è:
- vivere la mondanità senza trovarci niente di male. Allora ci conformiamo, acquisiamo le esperienze, le mode, gli atteggiamenti, l’abbigliamento, i divertimenti e le ebbrezze del mondo (Cfr. 1 Giovanni 2:15). 
- cercare una comunità che apre le porte al mondo e perde lo scopo di preservare nella santificazione e nel servizio. In essa non mancano inviti a pranzi, pizze, feste, gite, e… chiacchiere, ma svaniscono l’evangelizzazione, le sante conversazioni e l’edificazione comune, “perché il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace ed allegrezza nello Spirito Santo” (Romani 14:17).
e. che si studia di comprende bene la volontà di Dio (5:17). Applichiamoci, abbiamo intendimento. “Il Dio dei nostri padri ti ha destinato a conoscere la Sua volontà” (Atti 22:14), è valido per tutti! Non perdiamo l’entusiasmo e le vere motivazioni, scopriamo la volontà di Dio nella Sua Parola. Scopriremo così che il nostro vero bisogno è quello di nascere di nuovo, non di essere semplicemente e superficialmente battezzati in acqua; che non abbiamo tanto bisogno di vivere emozioni superficiali e passeggere, ma della pienezza dello Spirito Santo che duri; che nel culto non sono necessari tanti canti e tanta musica, ma benedizioni profonde che si realizzano nell’ascolto della Parola e nella preghiera comunitaria (Cfr. 2 Cronache 7:14; Osea 10:12). 
f. che non vive una vita disordinata, senza autocontrollo (5:18). Egli sa superare la timidezza, la monotonia di una vita senza gioia, il pericolo della depressione. Lo Spirito Santo consolida la vita in Cristo: “perch’Egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, d’esser potentemente fortificati mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, affinché, essendo radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi qual sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi” (3:16-18; 2 Timoteo 1:7). Lo Spirito Santo fa vivere in modo saggio mediante doni spirituali, “visioni” celesti e una stabile guida divina “Lo spirito dell’Eterno riposerà su lui: spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di forza, spirito di conoscenza e di timor dell’Eterno” (Isaia 11:2).
g. che ascolta Dio, in modo da potersi poi rivolgere a Lui con canti di gioia di allegrezza (5:19). Ecco la vita esuberante che Gesù ha promesso (Giovanni 10:10).  
h. che è coerente in famiglia e sul lavoro (5:22-6:9).

Conclusione
Se vogliamo che lo Spirito Santo possa liberamente e pienamente manifestarsi nella nostra vita, dobbiamo seguire i preziosi consigli della Parola di Dio. Se facciamo così, il nostro servizio al Signore porterà sempre più gioia nella nostra vita. Nonostante le difficoltà che incontreremo, la nostra testimonianza cristiana sarà sempre più coraggiosa, fervente, ricca di soddisfazioni, vissuta pienamente in Cristo e capace di produrre un frutto permanente (Giovanni 15:16), una vita vissuta unicamente per la gloria di Dio. Allora Dio sarà veramente onorato!

 
 
         
 

ADI Napoli - Fuorigrotta

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