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L'Onnipresenza divina
“non riempio Io il cielo e la terra? dice l’Eterno” (Geremia 23:24).

Si racconta di un ragazzino che, volendo compiere una cattiva azione, decise che avrebbe fatto meglio ad appartarsi sotto un tetto in modo che Dio, guardando la terra dal cielo, non lo avrebbe visto. Sicuramente, egli non comprendeva che Dio è Onnipresente.
Il Salmista ci parla di questa gloriosa realtà: “Dove me ne andrò lungi dal tuo Spirito? e dove fuggirò dal tuo cospetto? Se salgo in cielo tu vi sei; se mi metto a giacere nel soggiorno dei morti, eccoti quivi. Se prendo le ali dell’alba e vo a dimorare all’estremità del mare, anche quivi mi condurrà la tua mano, e la tua destra mi afferrerà” (Salmo 139:7-10).
E’ opportuno chiarire, che l’onnipresenza di Dio non deve essere intesa in senso panteista, cioè non distinto dal mondo creato. Da un canto, Iddio non è ristretto nei limiti dell’universo: i cieli ed i cieli dei cieli non possono contenerlo (l Re 8:27). D’altro canto le creature non sono parte della divinità, ma esseri distinti che Dio pone di fronte a lui.
Dio non è limitato da nessuno spazio e quindi non c’è luogo dove Lui non sia: “Son io soltanto un Dio da vicino, dice l’Eterno, e non un Dio da lungi? Potrebbe uno nascondersi in luogo occulto sì ch’io non lo vegga? dice l’Eterno. Non riempio io il cielo e la terra? dice l’Eterno” (Geremia 23:23,24).
La Bibbia ci da esempi chiari che dimostrano la presenza di Dio sulla terra, in cielo e sotto terra. Mosè sperimentò la speciale manifestazione della presenza di Dio sulla terra molte volte. Mentre guardava il pruno ardente, gli fu detto di togliersi i calzari, perché la terra dove si trovava era sacra (Esodo 3:1-7). “E quando Mosè entrava nella tenda di convegno per parlare con l’Eterno, udiva la voce che gli parlava dall’alto del propiziatorio che è sull’arca della testimonianza fra i due cherubini; e l’Eterno gli parlava” (Numeri 7:89). Dio dichiara: “il cielo è il mio trono” (Isaia 66:1). Mentre Gesù veniva battezzato da Giovanni Battista si udì la voce di Dio dal cielo che disse: “Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale io mi sono compiaciuto” (Matteo 3:17). Dopo la Sua ascensione al cielo, Gesù fu visto da Stefano alla destra di Dio (Atti 7:55). Leggendo la storia di Giona troviamo Dio presente anche nella profondità del mare! (Giona 2:1-11). Ma ciò che è più sorprendente e terrificante, è la presenza di Dio perfino nel luogo dove i perduti saranno tormentati “con fuoco e zolfo nel cospetto dei santi angeli e nel cospetto dell’Agnello” (Apocalisse 14:10).
Dio spesso parla di esser “con” il Suo popolo, o “vicino” ad esso. Sono usate le parole “abitare”, o “dimorare”: “poiché cosi parla Colui ch’è l’Alto, l’eccelso, che abita l’eternità, e che ha nome “il Santo”; Io dimoro nel luogo alto e santo, ma sono con colui ch’è contrito ed umile di spirito, per ravvivare lo spirito degli umili, per ravvivare il cuore dei contriti” (Isaia 57:15; Cfr Ezechiele 37:27).
L’onnipresenza di Dio non è invalidata dal fatto che Egli manifesta Sè stesso in alcuni luoghi in modo particolari, invece che in altri: “così parla l’Eterno: Il cielo è il mio trono, e la terra è lo sgabello dei miei piedi” (Isaia 66:1). Egli è nella tempesta, ma non allo stesso modo di quando è presente quando due dei Suoi figlioli sono radunati e Lo pregano affinchè Egli li guidi (Nahum 1:3; Matteo 18:20). Certamente la presenza di Dio è più reale nella vita dei credenti che in quella degli increduli, poiché lo Spirito Santo dimora in coloro che Lo ricevono. Dio è dovunque, anche se si manifesta in modo particolare in alcuni luoghi. Il fatto che Dio sia onnipresente non vuol dire che Egli abbia lo stesso tipo di rapporto con tutti. Egli Si rivelerà, benedirà ed incoraggerà coloro che Lo amano e Lo servono, ma rimprovererà e punirà quelli che si oppongono a Lui.
L’onnipresenza del Creatore fa sì che non possiamo mai trovarci al di fuori della sua portata (Atti 17:28). Alcuni, sviati, hanno creduto che, come le divinità pagane, Iddio esercitasse la sua giurisdizione su un territorio limitato (Cfr. 1 Re 20:28; Geremia 23:23; Giona 1:3), ma il racconto di Giona mostra in modo preciso quanto sia reale l’onnipresenza di Dio ovunque.

Caratteristiche dell’Onnipresenza divina
Sottolineiamo alcune delle diverse caratteristiche riguardo l’onnipresenza di Dio, riportate nella Bibbia. La Sua presenza è:

1. Illimitata. “dove me ne andrò lungi dal Tuo spirito? e dove fuggirò dal Tuo cospetto?” (Salmo 139:7).Questo è il verso biblico che nel modo più evidente indica l’illimitata presenza di Dio.
2. Inevitabile. “l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell’Eterno Iddio, fra gli alberi del giardino” (Genesi 3:8). Provarono a nascondersi dalla vista di Dio, ma Egli immediatamente li trovò ed emise la sentenza della punizione in conseguenza del loro peccato. Nessuno può sfuggire all’onnipresenza di Dio.
3. Intimorente. “non mi temerete voi? dice l’Eterno; non temerete voi dinanzi a me?” (Geremia 5:22). L’autorità della presenza di Dio richiede riverenza davanti a Lui. La mancanza di riverenza dinanzi a Dio è peccato. La mancanza dì rispetto ci condanna: “nessuna carne si glori nel cospetto di Dio” (1 Corinzi 1:29).
4. Salvifica. “Egli aveva detto: Certo, essi sono mio popolo, figlioli che non m’inganneranno; e fu il loro salvatore. In tutte le loro distrette, Egli stesso fu in distratta, e l’angelo della Sua faccia li salvò” (Isaia 63:8,9; Cfr. Salmo 145:18). L’onnipresenza di Dio, ha due diversi significati per i credenti e per gli increduli. Per i credenti la presenza di Dio segna la comunione con il loro salvatore, per gli increduli la condanna a causa dei loro peccati.

Conseguenze dell’Onnipresenza divina
L’Onnipresenza divina ci insegna, in modo pratico, che:

1. Dio è molto vicino all’uomo. L’apostolo Paolo afferma: “… benché Egli non sia lungi da ciascuno di noi” (Atti 17:27), e ancora: “la Parola è presso di te, nella tua bocca e nel tuo cuore” (Romani 10:8).
2. Dio è per il Suo popolo, “un aiuto sempre pronto nelle distrette” (Salmo 46:1). Egli sarà con noi del continuo e ovunque (Salmo 31:19,20; Matteo 28:20).
3. Possiamo avere coraggio nelle prove, perchè Egli sicuramente ci darà forza e ci guiderà!
4. I malvagi preferiscono le tenebre alla luce, credendo così che sfuggendo allo sguardo degli uomini, possano sfuggire anche a quello di Dio: “E il giudizio è questo: che la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvage. Poiché chiunque fa cose malvage odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non siano riprovate” (Giovanni 3:19,20). Eppure Dio è presente anche dove è commesso il male (Cfr. Daniele 2:22).
5. Essendo Dio sempre presente, dobbiamo ricordare di stare molto attenti al tipo di vita che conduciamo perchè Dio vede tutto ciò che facciamo, sia nel male che nel bene (Cfr. Ebrei 4:13). Noi abbiamo la responsabilità di servire Dio in modo accettevole in ogni luogo ed in ogni momento, perchè Egli è presente.

Conclusione
Dio non esiste solo dentro le chiese, Egli è dappertutto e ovunque possiamo realizzare la Sua presenza.
Il problema semmai è nei limiti dei nostri sensi, nella nostra difettosa, se non assente, percezione spirituale.
Egli è sempre con noi, non ci lascia mai. E’ con noi quando ci sentiamo soli, quando ci sentiamo male, quando dobbiamo affrontare qualcosa di difficile. La realtà della Sua presenza ha dato a tanti forza e coraggio, anche nelle situazioni più difficili e spaventose (Cfr. Ebrei 11:6,36-40). La presenza di Dio rallegra, dona calma. Dà la motivazione per continuare ad andare avanti, la forza per perseverare.
Ricordiamo, che non possiamo fidarci delle nostre sensazioni e dei nostri sentimenti per valutare la realtà della presenza di Dio in noi. Indipendentemente da ciò che sentiamo Dio è con noi. Sia che sentiamo o che non sentiamo la presenza di Dio, la Sua Parola ci assicura che Egli è ovunque. Sapere questo basta a farci avere un atteggiamento di coraggio, di lode e di piena fiducia in ogni momento.

 
 
         
 

ADI Napoli - Fuorigrotta

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