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La benedizione divina
“Quel che fa ricchi è la benedizione dell’Eterno e il tormento che uno si dà non le aggiunge nulla” (Proverbi 10:22).

E’ desiderio di Dio benedire le Sue creature e in particolare i credenti. Quest’intento è stato fin dall’inizio della creazione chiaramente espresso e manifestato (Genesi 1:22,28; 5:1,2).
E’ giusto che il credente ricerchi la benedizione divina, ma ci sono persone che continuamente si recano in posti diversi in cerca di “benedizioni”, fraintendendo quello che è in merito, il proposito divino.
La vera benedizione si realizza quando l’uomo incontra Dio. Quest’incontro edifica il credente e lo rende un testimone efficace. Solo le esperienze che hanno queste caratteristiche possono essere definite benedizioni spirituali.

1. La benedizione è una necessità
Purtroppo con la caduta di Adamo le cose sono cambiate. L’uomo, per la sua natura corrotta, rifiuta tutto ciò che è buono, giusto e santo, e alla fine si ritrova “sotto maledizione” (Galati 3:10; Romani 8:6-8).
L’uomo si ritrova sotto maledizione innanzitutto perché a causa del peccato viene privato della comunione con Dio (Isaia 59:1,2), ma a questo si aggiunge la perdita della gloria di Dio (Romani 3:23), la frustrazione (Aggeo 1:9), l’aridità e la sterilità (Aggeo 1:10,11). Chiunque non dà a Dio ciò che è in Suo dirit­to di richiedere si trova sotto maledizione (Marco 12:17). Quindi, questa condizione riguarda non solo coloro che non si sono mai sottomessi a Lui, ma anche coloro che lo hanno riconosciuto come Signore, ma poi gli disobbediscono e si allontanano da Lui (Malachia 3:7-9).
La benedizione del Signore è la più desiderabile delle cose: “Quel che fa ricchi è la benedizione dell’Eterno e il tormento che uno si dà non le aggiunge nulla” (Proverbi 10:22).
Con essa diventiamo davvero ricchi, senza di essa siamo veramente poveri, qualunque cosa possediamo. Essendo creato per avere comunione con Dio l’essere umano, pur danneggiato dal peccato, è alla ricerca della “benedizione”, ma, nel ricercare il “divino”, cade in diverse degenerazioni (superstizione, idolatria, filosofie e religioni vane). Vediamo i maggiori pericoli:

a. Non dobbiamo pensare di meritarci le benedizioni. Abele, al contrario di Caino, non fu benedetto perché il suo sacrificio meritava di più, ma perché intuì per mezzo della fede qual era il modo di accostarsi a Dio ed essergli gradito (Ebrei 11:4; cfr. Tito 3:5). Dio è pronto a benedire chiunque crede e senza distinzione (Atti 2:39, la promessa del Battesimo nello Spirito Santo, per esempio, è per “ogni carne”). Non possiamo mai dire: “il Signore non mi vuole salvare, battezzare, ecc.

b. E’ sbagliato cercare di “conquistare” le benedizioni. Non dobbiamo mai rischiare di somigliare ai profeti di Baal, usando gli stessi metodi per “strappare” dalle mani di Dio le benedizioni (1 Re 18:25-29). Dio non è come Baal (Isaia 59:1; 2 Cronache 16:9).

c. Non possiamo “fabbricare” le benedizioni. Oggi viviamo nel tempo delle manipolazioni che manifestano tutta la superbia del genere umano, e, purtroppo, assistiamo a tentativi di “aiutare Dio” nel benedire le persone, le famiglie e le comunità. Questa spinta negativa può essere causata da superficialità (Levitico 10:1-3), da ansia (Genesi 16:1-4), ma anche da malafede e arroganza (Atti 19:13-16). Non ci sono, e non dobbiamo ricercare nuove esperienze e nuovi metodi per “creare atmosfere ” particolari o per attirare persone al Signore. Si tratta sempre di falsificazioni, alterazioni della verità, e sono tutte cose molto pericolose, le cui conseguenze sono sempre negative.

2. Da dove ha origine la benedizione divina
Dio ha indicato una via chiara e precisa. Egli ha, fin dal principio, sottolineato la gravità del peccato, rivelando la Sua volontà di benedire l’umanità decaduta (Genesi 3:14-17).

a. Nella rivelazione. Mediante la Sua Parola, Dio fa conoscere il Suo carattere e la Sua volontà, rivela all’uomo il suo stato di perdizione e gli offre la grazia, ponendolo nella condizione di esser benedetto (Isaia 57:15-18). Non v’è possibilità di benedizione senza la Parola (Isaia 8:20; Deuteronomio 28:1-9; 2 Samuele 7:28,29; Proverbi 28:9).

b. Nell’Incarnazione del Suo figliolo. Essa è il culmine della Rivelazione. In essa si concretizzano tutte le benedizioni di Dio e per mezzo d’essa sono a nostra disposizione. L’umanità bisognosa è benedetta per mezzo dell’amore di Dio che è in Cristo Gesù (1 Corinzi 1:4,5; Colossesi 2:8-10).

c. Nella fede. Tutto ciò che Dio ci ha fatto conoscere, e tutto quello che ha manifestato nella vita, morte e resurrezione del Suo figliolo, ha lo scopo di produrre in noi la fede (Giovanni 20:30,31). E’ prima di tutto la fede che salva, e poi la fede che ci fa partecipi “d’ogni benedizione spirituale ne’ luoghi celesti in Cristo” (Efesini 1:3). Ogni benedizione largita della Grazia di Dio si realizza unicamente mediante la fede nella Persona e nell’opera del Signore Gesù (Galati 3:8-10,13,14).

3. In che cosa consiste la benedizione
La Paola ci indica in modo chiaro le caratteristiche dell’uomo benedetto dal Signore: la purezza di cuore, l’innocenza di mani, la lealtà, l’onestà (cfr. Salmo 24:3-6).
A questo proposito, è bene guardarci da alcuni pericoli. Il nemico non sempre prova a negare la verità, spesso tenta di alterarla. Non sempre al vero viene opposto il falso, il pericolo molte volte è nel verosimile, nell’imitazione e nella contraffazione. Oggi molti, credendo di essere benedetti, sono vittime di “truffe” e di esperienze superficiali che, una volta manifestate per ciò che sono realmente, li lasciano vuoti, diffidenti, deboli e inutili per se stessi e per la causa di Dio. E’ bene stare attenti:

a. All’emotività fine a se stessa. Certamente la benedizione porta gioia, ma stiamo attenti alla superficialità. Gesù parla di un seme che subito germoglia, ma poi ben presto inaridì (Matteo 13:5,6). Le benedizioni vere giungono nell’intimo del nostro essere (Isaia 29:13), sono costanti nel tempo! (1 Cronache 29:18).

b. Alle influenze “dell’evangelo della prosperità”. Noi non siamo alla ricerca, talvolta anche perseverante, di “benedizioni materiali” (Giovanni 4:15; benessere e salute) e di godimento spirituale (la gioia e la lode). Al centro della nostra ricerca deve esserci il Signore e la Sua gloria! Certo l’evangelo dona tutte queste cose (non come fini a se stesse), ma esse sono il risultato del piano di Dio che va a buon fine (Isaia 61:1-3). Noi, prima di ogni cosa, cerchiamo il Signore!

c. Non c’è vera benedizione senza santificazione. Pensare di essere benedetti vivendo nel peccato, nella disubbidienza è solo una grande illusione. L’olio è sparso là dove c’è stata l’acqua e il sangue (Levitico 14:6,7,14,17).

Dio vuole donarci ogni tipo di benedizione spirituale. Egli è pronto a benedirci individualmente. Mediante la fede l’uomo realizza la rigenerazione, la comunione, la consolazione, la speranza, la pienezza dello Spirito Santo, il servizio e tante altre benedizioni che rendono la sua vita coerente con la volontà di Dio, piena di soddisfazione e utile (Romani 6:22; Galati 5:22). Egli è pronto a benedirci nella famiglia. Il piano di Dio per la famiglia è la benedizione (Genesi 5:2). Ancora oggi Dio benedice le famiglie che cercano la Sua presenza (1 Cronache 13:14; Atti 11:14; 16:31). Egli è pronto a benedirci nella comunità. Essere membri di una comunità è un gran privilegio. Godere del ministerio della Parola, dei carismi dello Spirito Santo e di tutte le benedizioni che Dio riserva alla comunità è una gran ricchezza (Atti 13:1-3). Male fa chi trascura la comune adunanza (Proverbi 18:1; Ebrei 10:24,25).

4. Quali sono le conseguenze della benedizione
Dio non fa nulla per caso, ma opera sempre con un piano ben preciso.
Appartenere a Dio è un gran privilegio che non è formale, ma sostanziale (Deuteronomio 33:29). La benedizione si manifesta chiaramente con:

a. La pienezza di vita (Giovanni 10:10). Una vera benedizione si distingue subito dalla gioia e dal progres­so che produce in chi la riceve e influisce sul suo modo di camminare (Atti 8:39; Genesi 32:25);

b. La possibilità di essere di benedizione per gli altri. Ogni credente dovrebbe desiderare di essere usato nel servizio, nell’esercizio dei carismi e nel ministerio, per far ciò c’è bisogno di essere benedetti (Genesi 12:3; 2 Timoteo 1:6). La benedizione divina, consente di annunciare con efficacia l’Evangelo (Filippesi 2:15; 1 Pietro 2:9). Il servizio cristiano non è un fardello, ma una meravigliosa benedizione!

c. La preservazione e la vittoria finale. Vivere sempre sotto la benedizione di Dio ci mette al sicuro da ogni pericolo e ci preserva per la gloria (Numeri 23:20; 24:9; 1 Cronache 17:27).
Un giorno ci sarà detto (Matteo 25:34).

d. La gloria di Dio. Le benedizioni genuine si riconoscono anche dal fatto che esse non esaltano l’uomo ma il Signore e la Sua grazia (2 Corinzi 9:10-11). Il popolo benedetto è, come una corona, intorno a Gesù nel Suo trionfo per innalzare il Suo nome (Apocalisse 4:9-11).

Conclusione
Vogliamo attenderci nuove e gloriose benedizioni!
Esse saranno durature se saremo consapevoli che sono frutto dell’opera di Dio in noi.
Saranno evidenti e nessuno potrà ignorare che ci è avvenuto qualcosa di straordinario.
Riceviamole lasciando che scendano a fondo nei nostri cuori e chiediamo che ci aiutino a servire il Signore portando anime a Lui, essendo di edificazione per le nostre famiglie e per le nostre comunità... così, per mezzo nostro, molti glorificheranno Dio!
“Benedetto sia l’Iddio e Padre del nostro Signor Gesù Cristo, il quale ci ha benedetti d’ogni benedizione spirituale ne’ luoghi celesti in Cristo” (Efesini 1:3).

 
 
         
 

ADI Napoli - Fuorigrotta

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