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La gloria di Dio
“E noi tutti contemplando a viso scoperto, come in uno specchio, la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di lui, di gloria in gloria, secondo che opera il Signore, che è Spirito” (2 Corinzi 3:18).

Il termine “gloria”, nel tempo dell’Antico Testamento, implica l’idea di peso. Il peso di un essere nell’esistenza, definisce la sua importanza. Quindi il termine fa riferimento all’importanza, all’onore, alla fama e alla reputazione acquistati per qualità, capacità e azioni famose.
Dio si manifesta in tutto il Suo splendore: è Lui stesso che si da a conoscere in tutta la Sua gloria. 
La gloria di Dio è ciò che si irradia dalla Sua persona, lo splendore insostenibile di tutte le Sue perfezioni. 
Questa gloria, paragonata ad un fuoco divorante, abbaglia, acceca ed ispira il timore, il rispetto e l’adorazione.

1. Dio vuole manifestarla a tutti gli uomini
a. Questa è la Sua promessa: “Il deserto e la terra arida si rallegreranno, la solitudine gioirà e fiorirà come la rosa; si coprirà di fiori e festeggerà con giubilo e canti d’esultanza; le sarà data la gloria del Libano, la magnificenza del Carmel e di Saron. Essi vedranno la gloria dell’Eterno, la magnificenza del nostro Dio” (Isaia 35:1,2); “E io manifesterò la mia gloria fra le nazioni, e tutte le nazioni vedranno il giudizio che io eseguirò, e la mia mano che metterò su loro” (Ezechiele 39:21);
b. Lo fa con i Suoi interventi: “E passando vide un uomo ch’era cieco fin dalla nascita. E i suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco? Gesù rispose: Né lui peccò, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui” (Giovanni 9:1-3); “Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: Signore, ecco, colui che tu ami è malato. Gesù, udito ciò, disse: Questa malattia non è a morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo d’essa il Figliuol di Dio sia glorificato” (Giovanni 11:3,4). 
c. Nella Sua sovranità, Egli cerca di formare un popolo che lo teme e lo adora: “Tu allora mi dirai: “Perché rimprovera egli ancora? Poiché chi può resistere alla sua volontà?” Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa plasmata dirà forse a colui che la plasmò: “Perché mi hai fatta così?” Il vasaio non è forse padrone dell’argilla per trarre dalla stessa pasta un vaso per uso nobile e un altro per uso ignobile? Che c’è da contestare se Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d’ira preparati per la perdizione, e ciò per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria, cioè verso di noi, che egli ha chiamato non soltanto fra i Giudei ma anche fra gli stranieri? Così egli dice appunto in Osea: “Io chiamerò “mio popolo” quello che non era mio popolo e “amata” quella che non era amata”; e “Avverrà che nel luogo dov’era stato detto: “Voi non siete mio popolo”, là saranno chiamati “figli del Dio vivente” (Romani 9:19-26).

2. Il peccatore è impedito di mirarla
a. Perché il peccato ci separa da Lui: “tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio” (Romani 3:23); 
b. Perché il peccatore non glorifica Dio e il cuore si ottenebra: “Poiché l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà ed ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l’ingiustizia; infatti quel che si può conoscer di Dio è manifesto in loro, avendolo Iddio loro manifestato; poiché le perfezioni invisibili di lui, la sua eterna potenza e divinità, si vedon chiaramente sin dalla creazione del mondo, essendo intese per mezzo delle opere sue; ond’è che essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Iddio, non l’hanno glorificato come Dio, né l’hanno ringraziato; ma si son dati a vani ragionamenti, e l’insensato loro cuore s’è ottenebrato” (Romani 1:18-21); 
c. Perché essendo incredulo, egli non vede la luce divina: “… per gl’increduli, dei quali l’iddio di questo secolo ha accecato le menti, affinché la luce dell’evangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio, non risplenda loro” (2 Corinzi 4:4);

3. Può essere vista per fede dai credenti
“Gesù le disse: Non t’ho io detto che se credi, tu vedrai la gloria di Dio?”
 (Giovanni 11:40).
L’uomo non può vederla nella sua completezza e continuare a vivere (Cfr. Esodo 33:20). Tuttavia, tutti quelli che hanno fatto un incontro con il Signore ne ricevono una parte. La vede:
a. Il credente che mira il creato: “I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l’opera delle sue mani” (Salmo 19:1); 
b. Il popolo d’Israele davanti al tabernacolo: “poiché la gloria dell’Eterno riempiva la casa di Dio” (2 Cronache 5:14);
c. Isaia al momento della sua chiamata (Isaia 6:1-3); Del profeta é scritto: “Queste cose disse Isaia, perché vide la gloria di lui e di lui parlò” (Giovanni 12:41).
d. I pastori di Betlemme quando vanno a far visita al Re dei Re: “Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento” (Luca 2:9); 
e. Chiunque fa operare lo Spirito del Signore: “E noi tutti contemplando a viso scoperto, come in uno specchio, la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di lui, di gloria in gloria, secondo che opera il Signore, che è Spirito” (2 Corinzi 3:18). Dov’è presente lo Spirito è presente Dio; dov’è presente Dio noi possiamo contemplare la gloria di Dio. Quando Iddio è veramente presente fra il suo popolo, tutto è gloria, tutto è splendore, tutto è bellezza: ogni riunione, ogni programma, ogni attività si traducono in meravigliosi “spettacoli di gloria”. 
f. Stefano davanti alla morte: “Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra” (Atti 7:56).

4. E’ stata rivelata in Cristo
Le Scritture dicono chiaramente che ogni vero servitore di Gesù può vedere e capire la gloria di Dio. Infatti, il nostro Signore rivela la Sua gloria a tutti quelli che la chiedono e la cercano diligentemente. 
Contrariamente a ciò che alcuni Cristiani pensano, la gloria di Dio non è una manifestazione fisica di qualche tipo, non è una sensazione estatica che si impadronisce di noi. 
La Parola di Dio è la rivelazione della Sua natura e dei Suoi attributi! Quando noi preghiamo che Dio ci mostri la Sua gloria, in realtà stiamo dicendo: “Signore, rivelami chi sei”. E se il Signore ci dà una rivelazione della Sua gloria, è una rivelazione di come Egli desidera essere conosciuto da noi. Dio ci rivela la Sua gloria in modo che, vedendola, possiamo essere trasformati a Sua immagine!
Gesù Cristo è l’immagine esatta di Dio. Quando il nostro Signore divenne carne, rivelò pienamente la pietà divina, la grazia, la bontà e il perdono del Padre. Dio ha racchiuso tutta la Sua natura e il Suo carattere in Gesù. Oggi noi abbiamo bisogno di una rivelazione della Sua gloria per essere trasformati ad immagine di Cristo!
L’apostolo Paolo capì bene lo scopo e l’effetto del vedere la gloria di Dio. La vide come potenza di cambiare l’osservatore, di rivoluzionare la vita di ogni servitore di Cristo: “e noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore” (2 Corinzi 3:18).
Paolo sta dicendo che, una volta che abbiamo questa rivelazione della gloria di Dio, del Suo amore, della Sua pietà, della Sua benignità, della Sua lentezza all’ira e della Sua prontezza a perdonare, lo Spirito Santo continuerà ad aprire ai nostri occhi altri di questi aspetti della Sua natura e del Suo carattere. Avremo così una rivelazione sempre crescente di Dio, nel modo in cui Egli vuole essere conosciuto da ognuno di noi!
Paolo afferma: “Affinché il Dio del Signor nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia lo Spirito di sapienza e di rivelazione, nella conoscenza di lui, e illumini gli occhi della vostra mente, affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione e quali sono le ricchezze della gloria della Sua eredità tra i santi” (Efesini 1:17-18).

5. Spinge a glorificare Dio
“Fate tutto alla gloria di Dio” è una delle esortazioni bibliche che, se osservata con scrupolo, ha in se l’adempimento ad ogni altra richiesta divina: dovremo farla nostra e viverla ogni giorno.
Glorificare Dio non significa solo riconoscere ciò che Egli è in tutti i Suoi attributi ed in tutte le Sue bellezze, ma anche godere dei Suoi benefici e operare adeguatamente.
Nonostante tutte le difficoltà che il cristiano attraversa, egli può sempre godere ed operare “alla gloria di Dio”. Egli è nato di nuovo proprio per vivere tale tipo di vita.

a. Glorifichiamolo nel nostro rapporto di fede (godere della gloria di Dio).
- Credendo in Cristo Gesù quale Salvatore e guida. “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio”.
 Non credere, significa disonorare Dio, renderlo bugiardo; la Parola ci insegna continuamente che le promesse di Dio sono veraci e che avranno il loro adempimento (Romani 4:20). 
- Ravvedendoci delle nostre azioni sbagliate. 
E’ detto di alcune persone vissute nel periodo della “gran tribolazione”: “non si ravvidero per dargli gloria” (Apocalisse 16:9). Pregare per il perdono e ravvedersi delle cose fatte che offendono Dio, significa glorificare la santità di Dio, che odia il peccato; 
- Obbedendo in ogni cosa. 
Soprattutto nel nostro servizio spirituale, osservando quanto è predisposto nella chiesa, riunendosi con il Suo popolo per glorificare insieme il Suo nome nella radunanza. 
- Sottomettendoci a Lui. 
Specialmente quando con la Sua bacchetta Egli a volte ci tocca per riportarci sul retto cammino; nessuno può essere esente da questi, a volte, dolorosi richiami “abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo forse molto di piú al Padre degli spiriti per avere la vita?” (Ebrei 12:9).

b. Glorifichiamolo nel nostro comportamento (operare alla gloria di Dio).
- Compiendo ogni azione in ubbidienza alla Sua volontà.
 Lo onoriamo, quando osserviamo la Parola. Allora il nostro operato sarà benedetto: “... a voi che dite: Oggi o domani andremo in tal città e vi staremo un anno e trafficheremo, e guadagneremo... Invece di dire: Se piace al Signore, saremo in vita e faremo questo e quest’altro” (Giacomo 4:13);
- Attribuendo a Lui tutti i nostri successi. “Se uno parla, lo faccia come annunziando oracoli di Dio; se uno esercita un ministerio, lo faccia come con la forza che Dio fornisce, onde in ogni cosa sia glorificato Iddio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e l’imperio nei secoli de’ secoli. Amen”
 (1 Pietro 4:11). “Bruciare incenso” a noi stessi toglie a Dio la gloria “Non a noi, o Signore, non a noi, ma al tuo nome dà gloria, per la tua bontà e per la tua fedeltà!” (Salmo 115:1); 
- Vivendo una vita pura 
(1 Corinzi 6:18).

Viviamo in una società che calpesta le richieste di Dio, lo disonora e non lo glorifica. Noi siamo nel mondo per essere luce e dare il sapore divino. Ma se “il sale diviene insipido, con che cosa si può salare?” Facciamo riflettere la Sua luce tramite noi (Cfr. 2 Corinzi 4:6).

c. Glorifichiamolo in tutto
“Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate alcun’altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio” (1 Corinzi 10:31). Dare gloria a Dio deve diventare il nostro stile di vita!

6. Dio ci chiama e ci prepara per la gloria
Nel cielo vedremo la Sua gloria appieno!
a. Cristo ci ha redenti per portarci in gloria. “Perciò accoglietevi gli uni gli altri, siccome anche Cristo ha accolto noi per la gloria di Dio” (Romani 15:7). 
b. Vedere la Sua gloria è la speranza di ogni credente. “Giustificati dunque per fede, abbiam pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio” (Romani 5:1,2). 
c. La Sua Parola opera efficacemente in noi: “Voi siete testimoni, e Dio lo è pure, del modo santo, giusto e irreprensibile con cui ci siamo comportati verso voi che credete; e sapete pure che, come fa un padre coi suoi figliuoli, noi abbiamo esortato, confortato e scongiurato ciascun di voi a condursi in modo degno di Dio, che vi chiama al Suo Regno e alla Sua gloria. E per questa ragione anche noi rendiamo del continuo grazie a Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione, cioè la parola di Dio, voi l’accettaste non come parola d’uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete” (1 Tess.2:10-13); 
d. Egli ci disciplina e ci ammaestra per introdurci nel Suo regno: “Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli; e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati” (Romani 8:29,30).

Conclusione
La gloria inaccessibile del Dio d’Israele si è manifestata a noi: in Cristo abbiamo potuto contemplarla ed amarla senza esserne consumati. 
Gesù ha mostrato questa gloria con i Suoi miracoli, con la Sua santità perfetta, al momento della trasfigurazione, della Sua resurrezione e della Sua ascensione. Ben presto il Signore della gloria tornerà in tutta la Sua maestà e il Suo splendore per giudicare e per regnare. 
Amiamo la gloria di Dio, piuttosto che la gloria degli uomini e ne saremo testimoni! “E sebbene avesse fatti tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in lui; affinché s’adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore? Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia: Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani. Queste cose disse Isaia, perché vide la gloria di lui e di lui parlò. Pur nondimeno molti, anche fra i capi, credettero in lui; ma a cagione dei Farisei non lo confessavano, per non essere espulsi dalla sinagoga; perché amarono la gloria degli uomini più della gloria di Dio” (Giovanni 12:37-43).
Godiamo anche noi di questa gloria, inchiniamo il cuore davanti alla Sua maestà e diamo lode al Creatore d’ogni cosa, al nostro Signore che con cura custodisce i nostri cuori e che presto ritorna per portarci con Lui.

 
 
         
 

ADI Napoli - Fuorigrotta

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